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Rassegna Stampa

Iannetti: «Cloud nazionale, contratti con la PA per 1 miliardo a fine anno»

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«I numeri ci dicono che siamo in anticipo. Secondo i nostri piani avremmo dovuto chiudere l’anno con contratti firmati per 700 milioni di euro. A quanto ci consta dovremmo invece superare il miliardo».

Emanuele Iannetti, 55 anni, è da ottobre 2022 alla guida del Polo Strategico Nazionale (PSN), gestito della società di progetto omonima partecipata da Tim (45%), Leonardo (25%), Cdp (20%) e Sogei (10%), e indirizzato a fornire infrastrutture digitali e servizi cloud alla Pa, come previsto dal Pnrr.

Parlando con Il Sole 24 Ore Iannetti fa un punto della situazione basato su alcuni numeri chiave fra cui: 100 contratti già firmati (di cui un 70% riguarda enti che hanno avviato il processo di migrazione); 168 amministrazioni che hanno aderito ai primi due avvisi del Dipartimento della trasformazione digitale (riguardanti la PA Centrale e le Aziende Sanitarie) con contratti in via di formalizzazione.

Numeri che fanno dire all’ex ad di Ericsson Italia che il progetto del “cloud di Stato” marcia anche in anticipo sulle previsioni anche dopo aver inciampato nella sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato «in radice illegittima» l’aggiudicazione del Polo Strategico Nazionale per il cloud nazionale al raggruppamento Tim-Cdp-Leonardo-Sogei.

La sentenza non prevede l’inefficacia del contratto e il subentro della cordata uscita perdente all’esito del partenariato pubblico-privato (Ppp), ma il duo Fastweb-Aruba avrà diritto a un indennizzo.
Si va avanti dunque puntando a mettere in sicurezza il progetto del “cloud nazionale” sul quale far girare i servizi sensibili della Pa.

La prima milestone – quella prevista per ottemperare agli obblighi richiesti della Ue sui fondi del PNRR– prevede la migrazione delle prime 100 amministrazioni entro settembre 2024. Poi a giugno 2026 è previsto il passaggio di 280 pubbliche amministrazioni.

«Con 9 mesi per la prima e più di un anno e mezzo per la seconda milestone ci sono i presupposti». Dopo la firma del contratto parte il piano di dettaglio della migrazione. Chi ha deciso di farlo? «Solo per fare un esempio, dice Iannetti, «c’è la piattaforma nazionale multiservizi per l’accessibilità dei luoghi della cultura è stata sviluppata in ambito PSN. Il progetto è stato avviato a luglio con il Pantheon e nei 3 anni si raggiungerà il target di 600 musei oltre all’aggiunta di nuove funzionalità per aumentare l’accessibilità e ridurre le barriere cognitive e fisiche».

E poi ci sono PA Locali come le Regioni Abruzzo, Sicilia, Calabria, o grandi Comuni come Verona o Bari. Risolto il tema del cloud act che consente alle autorità Usa di acquisire dati informatici dagli operatori statunitensi di servizi di cloud computing (e in questo caso la questione è effettiva visto che a fornire le infrastrutture al Psn sono le americane Google, Microsoft e Oracle)?

«Con l’attuazione della strategia Cloud Italia – replica Iannetti – si sono create le condizioni per utilizzare i soggetti internazionali solo laddove non ci siano criticità legate all’uso dei soggetti internazionali. In più c’è la sicurezza garantita dalle tecniche di crittografia. La migrazione è sicura e assicura vantaggi alla PA. Ecco il motivo per cui le adesioni procedono così spedite».