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MEF: Circolare n.8 – 29.02.24 della Ragioneria Generale dello Stato

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Con l’adozione della Circolare del 29 febbraio 2024, n.8, da parte del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, nel dare un’interpretazione della corretta applicazione della norma, precisa i criteri relativi alle variazioni compensative in bilancio necessarie per la migrazione in cloud da parte delle amministrazioni pubbliche, agevolandole così nel processo della trasformazione digitale della PA.

La Ragioneria Generale dello Stato ha ricevuto domande sulla corretta applicazione della norma relativa al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – Trasformazione digitale dei servizi della pubblica amministrazione ai sensi articolo 27, comma 2-quinquies, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n.233. Criteri per l’adozione delle variazioni contabili necessarie per il passaggio al cloud e che consente alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché alla Commissione nazionale per le società e la borsa, a decorrere dall’anno finanziario 2022 e fino al termine di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), di proporre, nell’ambito dei rispettivi bilanci di previsione o con i provvedimenti di assestamento dei bilanci stessi, variazioni compensative, tra gli stanziamenti previsti nell’ambito delle proprie dotazioni finanziarie.

Queste variazioni possono riguardare spese per tecnologie informatiche e servizi cloud, anche derogando alle norme contabili. Le variazioni possono essere presentate una sola volta e non oltre l’anno 2026, e i loro effetti finanziari sono valevoli fino al completamento dei progetti o contratti sottoscritti per la digitalizzazione (per i Contratti PSN, di durata decennale, per tutta la durata del Contratto). Gli enti devono pianificare il “passaggio al cloud” in base agli anni di stipula dei contratti, adottando variazioni contabili pluriennali e aggiornando i bilanci in funzione dei contratti esistenti nel triennio 2024-2026.

La spesa per l’avviso Migrazione al Cloud è una spesa corrente e la possibilità di una sua compensazione consiste nella possibilità di ridurre le spese per investimenti relativi a tecnologie informatiche e di comunicazione (conto capitale) e aumentare le spese relative all’acquisizione di servizi cloud infrastrutturali (parte corrente).

I vantaggi di variazione da spesa conto capitale a spesa corrente per il passaggio al cloud:

  • Effetti finanziari e contabili: le variazioni compensative possono essere riferite anche alle annualità successive al 2026, fino alla conclusione del progetto e/o contratto sottoscritto dall’amministrazione per la realizzazione delle attività di digitalizzazione. A partire dal 2035, tali spese saranno da considerare a tutti gli effetti spese correnti.
  • Variazioni nell’arco temporale: le amministrazioni pubbliche possono proporre e approvare variazioni compensative tra le spese per investimenti relativi a tecnologie informatiche e di comunicazione e le spese relative all’acquisizione di servizi cloud infrastrutturali, in deroga alle norme contabili, entro l’esercizio 2026, anno in cui si conclude l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
    A titolo esemplificativo si cita il caso di un contratto di passaggio al cloud da sottoscrivere nell’anno 2025 per l’acquisizione di servizi cloud infrastrutturali la cui realizzazione copra un arco temporale pluriennale, ad es. novennale. In questa situazione risulterà corretta una variazione compensativa adottata in sede di predisposizione del bilancio di previsione, che comporti una rimodulazione di dotazioni finanziarie tra conto capitale e parte corrente, che produca i suoi effetti anche oltre l’anno 2026 e sino a tutto il periodo previsto dal progetto/contratto sottoscritto per la conclusione dell’operazione, nel caso ipotizzato fino al 2034. A partire dal 2035 (in sede di rinnovo del contratto) tali spese saranno da considerare a tutti gli effetti spese correnti.
  • Maggiore flessibilità: le amministrazioni pubbliche possono proporre variazioni compensative tra le spese per investimenti relativi a tecnologie informatiche e di comunicazione e le spese relative all’acquisizione di servizi cloud infrastrutturali, anche in deroga alle norme contabili, in base alle proprie esigenze e disponibilità di bilancio.
  • Maggiore efficienza e sostenibilità: le amministrazioni pubbliche possono beneficiare dei servizi cloud infrastrutturali che, rispetto ai sistemi informatici tradizionali, consentono di ridurre le emissioni, portando a vantaggi in termini di sostenibilità ed efficienza sia dei processi che dei servizi, contribuendo alla trasformazione digitale dei servizi della pubblica amministrazione.

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